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Mussomeli sotto le stelle del (Cool) Jazz

Michele Rondelli 4 marzo 2018 1
Mussomeli sotto le stelle del (Cool) Jazz








Non mi capita spesso di scrivere di cose delle quali non capisco niente… e per questo sorrido al pensiero di scrivere di Jazz, soprattutto perché immagino il sorriso sornione del mio amico Carmelo Sardo, uno che di Jazz scrive davvero, mentre legge questo mio “pezzo”. Ma io le cose le faccio con il cuore e anche se non conosco benissimo Keith Jarret, al quale è stato accostato il pianista che ho sentito suonare, so che mi perdonerete… chi ho sentito suonare?

<<ALBORAN TRIO (!)

PAOLO PALIAGA PIANO, DINO CONTENTI CONTRABBASSO, FERDINANDO FARAÓ BATTERIA E PERCUSSIONI

Un grande incontro tra musicisti che vivono la musica d’improvvisazione in un modo diverso, che scavano nel ritmo, che cercano un nuovo suono e un modo nuovo di far suonare la più tradizionale delle formazioni. Alboran trio si caratterizza per essere una giusta combinazione di tre personalità che collaborano ad un’unica visione della musica. Il programma si incentra sui brani originali del pianista e compositore Paolo Paliaga che il trio ha sapientemente arrangiato. Il trio è il primo gruppo italiano ad avere un contratto in esclusiva con la prestigiosa etichetta tedesca ACT di Monaco. Dopo l’esordio nel 2006 con il primo cd “Meltemi” ha poi pubblicato nel 2008 il secondo cd dal titolo “Near Gale”. Ha sempre riscosso grande apprezzamento da parte della critica e dal pubblico non solo in Europa ma in tutto il mondo. È stato considerato nel 2010 dal critico italiano Franco Fayenz la “rivelazione italiana dell’anno”.>>.

Immagine di Franco Fagale

Mi sono salvato citando, in realtà scopiazzando, la brochure che gentilmente mi hanno dato all’entrata e ora? Mi tocca presentare l’associazione che ha organizzato il concerto Cool Jazz di Mussomeli che ha come obiettivo “diffusione e l’educazione alla musica moderna e al jazz, con riferimento alla realtà contemporanea nazionale ed internazionale”. Anche qua mi sono salvato scopiazzando dal loro sito, anche se una piccola notazione mi piace aggiungerla, la mattina del concerto degli Alborian il direttivo della Cool Jazz era su Rai Tre a promuovere questa stagione di concerti e il territorio di Mussomeli, bravi.

Ad ospitare il concerto la sala grande dell’Antica Pasticceria Normanna di Mussomeli. Quando sono entrato, con gli occhi ancora pieni della luce dell’esterno, i tre musicisti sul palco erano tre ombre scure su sfondo chiaro e ricordavano a pieno l’iconografia del più classico Trio Jazz: Piano, Contrabbasso, Batteria, sono tre ombre nere su sfondo bianco. Paolo Paliaga mi dà subito la sensazione di essere uno disposto a pestare su un pianoforte per ore pur di non parlare in pubblico per un minuto. Ci comunica l’essenziale, il trio riprende a suonare dopo un po’ di anni, in questa fase i musicisti hanno seguito strade personali, l’incontro con il batterista “giusto” Ferdinando Faraó ha permesso il ritorno alla sperimentazione comune, ascolteremo anche 5 brani inediti.

Immagine di Franco Fragale

La mia vista si è abituata al cambio di luce e solo adesso mi accorgo del muro in pietra sul quale si adagiano le ombre dei musicisti, la musica alterna un respiro europeo a sonorità tipicamente mediterranee, i primi cinque brani servono per rapire il pubblico grazie all’intesa tra il pianoforte di Paliaga e il contrabbasso di Dino Contenti, alla quale si aggiunge l’esuberanza ritmica di Faraò. Le teste degli spettatori dondolano all’unisono, lo spettacolo ci ha rapiti e ognuno di noi si ritrova a fare “Due passi nel mare”, fissando lo sguardo in un altrove, al di là della solidità del muro alle spalle dei musicisti, che quasi si dissolve, tutti a fissare un punto lontano, decine di punti, uno per ogni spettatore.

Immagine di Franco Fragale

Il rapimento viene sospeso da un intervento parlato di Paolo Paliaga che ci racconta dei momenti creativi della band. Con sorpresa scopro che loro vanno al contrario, i tre musicisti si incontrano, suonano, improvvisano, registrano e solo dopo codificano quello che ne è venuto fuori. I tre  propongono a questo punto un interessante esperimento, invitano sul palco una qualsiasi persona del pubblico, chiedendole di intonare una melodia sulla quale i tre musicisti cominceranno ad improvvisare. Una ragazza raggiunge il microfono e intona una melodia, già dalle primissime note ci si rende conto che ha una voce attrezzatissima… parte l’esperimento Paliaga comincia a tessere variazioni su variazioni, Faraò e Contenti seguono a ruota e la sconosciuta continua a impreziosire, pubblico estasiato… l’improvvisato quartetto raggiunge vette altissime.

Scopro che la sconosciuta è Luisa Noto, che sarà protagonista con Sandro Genco e l’attrice Adriana Tuzzeo del terzo attraversamento “Percorrenze dal Blues al Jazz”, un motivo in più per essere presente il 14 aprile.

Si accende la luce sulle “Invariabili geometrie” del muro che ha fatto da sfondo alla musica, le pietre tornano a mostrare il loro duro profilo, era la musica che le ingentiliva… alla prossima!

(Parole Michele Rondelli – Immagini Franco Fragale)



Un commento »

  1. Giuseppe Palermo 4 marzo 2018 alle 15:23 -

    Grazie alla magnifica recensione di Franco Fragale e di Michele Rondelli sul concerto degli Alboran al Cool Jazz di Mussomeli, vengo piacevolmente sorpreso, per i tanti ricordi che mi legano a Casteltermini, della scoperta on line di “SIKELIA”.
    Complimenti ragazzi e buon lavoro.

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