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Lars Von Trier (di Vincenzo Mongiovì)

Redazione SikeliaNews 10 ottobre 2017 0
Lars Von Trier (di Vincenzo Mongiovì)








Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.”                                                                    

-Ingmar Bergman-

Quello di cui parla il regista svedese Bergman è, ormai, un vecchio argomento conosciuto e studiato da molte discipline: cioè l’utilizzo dell’arte come mezzo di catarsi. Già gli antichi Greci consideravano, per esempio, il teatro come una disciplina in grado di purificare l’anima della gente, tant’è che ciò che ci si aspettava da uno spettacolo era che lo spettatore “doveva uscire diverso rispetto a com’era entrato”.  Anche se il concetto di arte, rispetto a quello contemporaneo, era del tutto differente, le finalità evidentemente non sono cambiate.

Proprio come in qualsiasi altra disciplina artistica, anche nel cinema, sono presenti differenti correnti cinematografiche e diverse tecniche  sperimentali, per esprimere degli argomenti o dei concetti in maniera differente e del tutto nuovi rispetto ai loro colleghi. Prendendo di nuovo in considerazione l’antica civiltà greca, infatti, per loro non era importante la storia che si raccontava, ma come si raccontava, o quali mezzi nuovi e differenti si utilizzavano  (anche perché il concetto di creatività e di creazione non esisteva e di conseguenza, per comporre una tragedia, si faceva riferimento ai grandi poemi già esistenti).

Uno dei registi più sperimentali ed estroversi del panorama cinematografico contemporaneo, non può che non essere il regista danese Lars Von Trier.

Ma chi è Lars Von Trier?

Von Trier, è un regista, attore e sceneggiatore danese nato il 30 Aprile 1956 a Copenaghen. In breve tempo diviene uno degli autori più celebri e rivoluzionari del Ventunesimo secolo, grazie alle sue tecniche sperimentali e le sue stravaganti idee, con le quali è riuscito ad avere un influenza non indifferente. Noti sono i suoi atteggiamenti per attirare l’attenzione della stampa su di sè, come per esempio quella volta in cui, durante una conferenza stampa tenutasi al Festival di Cannes nel 2011, egli dichiarò di capire Hitler e la sua politica affermando: “Cosa posso dire? Capisco Hitler. Ha fatto molte cose sbagliate, assolutamente, ma posso immaginarmelo seduto nel suo bunker, alla fine … mi immedesimo, sì, un po’ “.

Molte cose del suo carattere così stravagante ed estroverso si possono percepire, già, dal suo nome. Da adulto decide di aggiungere Von al suo vero nome: Lars Trier. Von, difatti, è un attributo nobiliare che un tempo era collegato con il nome del feudo.

Lui cresce con dei genitori nudisti, comunisti e atei che credono fortemente che il proprio figlio debba crescere nella libertà più assoluta. Tutto ciò, al piccolo Lars, crea ovviamente non pochi problemi durante la fase di sviluppo adolescenziale. Infatti in lui si sviluppa, in maniera eccessiva, una forte autostima e una propensione alla leadership fin troppo alta.

MA PERCHE’ LARS VON TRIER E’ UNO DEI REGISTI PIU’ RIVOLUZIONARI DEL 21° SECOLO?

Dogma 95

Tralasciando le opere cinematografiche precedenti al periodo di cui stiamo per parlare, con le quali egli stesso si definisce masturbatore dello schermo, è nel 1995 che egli riscrive la storia del cinema mondiale. In quell’anno, insieme a Thomas Vintenberg ed altri due registi, firma il DOGMA 95. Questo può essere definito come un vero e proprio movimento cinematografico nel quale furono istituiti dei veri e propri “voti di castità” da mantenere durante la produzione e la post-produzione di un film. Il loro tentativo era quello di riprendere il potere della figura del regista come artista, purificando la regia da effetti speciali o di particolari accessori. Ecco quali sono:

  1. La riprese vanno girate sulla location. Non devono essere portate scenografie o oggetti di scena (se esistono delle necessità specifiche per la storia, va scelta una location adeguata alle esigenze).
  2. Il suono non deve mai essere prodotto separatamente dalle immagini e viceversa . (La musica non deve essere utilizzata a meno che non si verifichi nel luogo in cui viene ripresa la scena .)
  3. La fotocamera deve essere tenuta in mano. È consentito qualsiasi movimento o immobilità raggiungibile a mano (il film non deve svolgersi davanti alla macchina da presa; le riprese devono essere girate dove il film si svolge).
  4. Il film deve essere a colori. L’illuminazione speciale non è accettabile. (Se c’è troppa poca luce per l’esposizione la scena deve essere tagliata o si può fissare una singola luce alla macchina da presa stessa).
  5. I lavori ottici e i filtri sono proibiti.
  6. Il film non deve contenere azioni superficiali. (Assassini, armi, ecc. Non devono verificarsi.)
  7. È vietata l’alienazione temporale e geografica. (Vale a dire che il film si svolge “hic et nunc”).
  8. I film dei generi non sono accettabili.
  9. Il formato del film deve essere 35 mm Academy, con il formato 4:3, non widescreen (originariamente si richiedeva di girare direttamente in Accademy 35mm, ma la regola è stata cambiata per facilitare le produzioni di basso costo).
  10. Il regista non deve essere accreditato.

 Cercare di comprendere il genio artistico di uno degli esponenti cinematografici più importanti di questo secolo è quasi impossibile. Soprattutto leggendo un articolo il quale obiettivo è semplicemente quello di diffondere l’arte di uno dei pilastri fondamentali del cinema sperimentale. Adesso, dopo esser venuti a conoscenza di Lars Von Trier non resta che guardare almeno uno dei suoi capolavori!



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