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Casteltermini svolta l’angolo…

Rita Bellanca 8 giugno 2017 1
Casteltermini svolta l’angolo…

Casteltermini, 08/06/2017 (SikeliaNews) – Sono tanti i pensieri e le riflessioni che in quest’ultimo periodo, come credo sia successo a tanti di voi, hanno fatto capolino nella mia testa un po’ bacata. La campagna elettorale è in dirittura d’arrivo ed anche se ho sempre sostenuto che io di politica non ne capisco poi un granché, voglio comunque farvi partecipi di questi miei pensieri e di queste mie riflessioni.

Giorni fa, in uno dei tanti social network che frequentiamo giornalmente, un ragazzo – che tra l’altro non abita neanche più in paese, ma che ogni tanto ci onora della sua presenza – mi ha accusata pubblicamente di non essermi schierata con nessuno dei tre schieramenti politici che sono scesi in campo per le amministrative 2017. Non vedo la necessità per cui si debba rendere pubblico il proprio interesse politico, la cosa è opinabile: c’è chi lo fa e c’è chi non lo fa. Ma io sono stata da sempre schierata con il più grande partito politico: Casteltermini ed i castelterminesi. Tant’è che non ho mai gettato la spugna, sono rimasta ancorata alle mie radici, e questo non perché abbia avuto paura di spiccare il volo verso altri lidi (questa potevo averla a 20 anni!), ma perché ho sempre creduto e sostenuto che l’abbandono sia una sorta di sconfitta, fermo restando il fatto che chi è andato via lo ha fatto sicuramente controvoglia, costretto dal bisogno e soprattutto dalla voglia di crearsi una certa indipendenza. E per questo chi ha operato in tal modo ha avuto sempre la mia stima.

Mi dicono che sono una sognatrice, un’utopista, una che vede sempre il lato positivo in ogni situazione, anche quando si è col culo per terra (lasciatemi passare questo scurrile eufemismo!). Ciò non è vero. Vedo tutto ciò che alberga nell’animo dei miei compaesani: tristezza, afflizione, sfiducia nel futuro, rancore e tanta, tanta rabbia. E come darvi torto? Tutto questo alberga anche nel mio di animo. Anch’io sono disoccupata, anch’io vedo l’immondizia sparsa ovunque, anch’io ho lottato contro la gestione assurda di Girgenti Acque, anch’io guardo le bollette della TARI e dico: “abito forse in un castello?”. Ma arrabbiarsi sui social non serve certo a riportare l’ordine, anzi serve ad aizzarci ulteriormente gli uni contro gli altri. ‘Mettere acqua’ in questi casi è la migliore delle soluzioni, credetemi!

Non voglio tediarvi più di tanto, quindi concludo con un appello che rivolgo caldamente ai tre candidati a sindaco ed ai loro proseliti: “Gioacchino Nicastro, Filippo Pellitteri, Arturo Ripepe – elencati in rigoroso ordine alfabetico, non certo in ordine di importanza – ognuno di voi ha delle specifiche capacità su cui non entro in merito. Sia a chi andrà ad occupare lo scranno più alto e sia a chi andrà a far parte dell’opposizione (sicuramente una ‘costruttiva’ opposizione!) chiedo di fare in modo che gli impegni da voi presi durante la vostra campagna elettorale siano nel tempo attuati. Avete parlato di sviluppo, di ripresa, di turismo, di industrie, di imprese, di aiuto alle fasce di popolazione ‘più deboli’. Ed avete parlato tanto, tanto, ma tanto della Miniera Museo di Cozzo Disi come risorsa turistico-archeologica. Io invece volevo concludere parlando della ‘nostra’ Miniera da un punto di vista storico-sociologico: la Miniera per i castelterminesi rappresenta la memoria storica, il ricordo dei nostri bisnonni, dei nostri nonni, dei nostri padri caduti nel lavoro, e sottolineo il fatto che c’è chi ancora, da ex minatore, soffre di gravi patologie croniche dovute alle esalazioni di zolfo. Non sbandieriamola ai quattro venti solo per puntare all’interesse economico del nostro paese, oltretutto il campo dei Beni Culturali è un campo ostile su cui arrampicarsi, un campo in cui il legislatore spesso legifera non tenendo conto dei vincoli e della storia che legano le architetture o strutture (i beni si possono enunciare in molti modi) al popolo di appartenenza.

Ecco, ricordatevi del POPOLO, del suo passato, del suo presente e soprattutto del suo futuro. Il POPOLO innanzitutto, il POPOLO contro tutto e tutti, questo POPOLO che si accinge a votarvi!

[…] La scala era cosí erta, che Ciàula, con la testa protesa e schiacciata  sotto il carico, pervenuto all’ultima svoltata, per quanto spingesse gli  occhi a guardare in su, non poteva veder la buca che vaneggiava in alto. Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva su, su, su, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassú lassú si apriva come un occhio chiaro, d’una deliziosa chiarità d’argento. Se ne accorse solo quando fu agli ultimi scalini. Dapprima, quantunque gli paresse strano, pensò che fossero gli estremi barlumi del giorno. Ma la chiaría cresceva, cresceva sempre piú, come se il sole, che egli aveva pur visto tramontare, fosse rispuntato. Possibile? Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprí le mani nere in quella chiarità d’argento. Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna. Sí, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è data mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la  scopriva. Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola, eccola là, la Luna… C’era la Luna! La Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva piú paura, né si sentiva piú stanco, nella notte ora piena del suo stupore.

[Ciàula scopre la luna, da Novelle per un anno di Luigi Pirandello, 1907]

Un commento »

  1. Tania 24 giugno 2017 alle 22:02 -

    Rita Bellanca TUTTA LA VITA!!!!

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